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Il Risveglio, l'etichetta di verdiso per Dino Boscarato
Una "favola", per la bocca e per il "cuore"

 Verdiso Risveglio

Il verdiso è da sempre il vino più richiesto all'Amelia, storico e noto locale gestito dalla famiglia Boscarato da decenni una meta sicura per il pesce nell'entroterra veneziano, conosciuto anche per l'organizzazione di eventi culturali ("Premio Amelia", "A tavola con l'autore"), corsi di cultura gastronomica e cene a tema (cfr. su questo stesso numero il Corso di narrazione "Cucina di storie"), in pieno svolgimento e del quale riportiamo il programma, scaturito dalla bella mente della nostra bella collega bibliotecaria-gourmet (oltre che brillante scrittrice Annalisa Bruni) se non altro a titolo di curiosità (il corso è, come detto, in pieno svolgimento), per il fatto di essere forse unico nel panorama italiano.

Il verdiso
Probabilmente originario della zona dei Colli Euganei, il verdino viene citato già nel '700 come presente nella zona di Conegliano; nel XIX secolo è così diffuso da superare per produzione qualsiasi altro vitigno a bacca bianca della zona. Un tempo impiegato nella produzione del Prosecco, per aumentarne l'acidità e la sapidità, è oggi valorizzato utilizzandolo in purezza, per ottenere un vino gradevole ed armonico. Ha grappolo di media grandezza, con peduncolo molto lungo ed erbaceo. Le nervature delle foglie rimangono verdi più a lungo della lamina ed in autunno, l'aspetto è quello di un reticolo verde disteso sul giallo del vigneto. Da qui il nome: "verdiso".
Il verdiso di Luigi Gregoletto dedicato a Dino Boscarato è proposto nella versione "sur lie", con i lieviti di fermentazione in bottiglia. Il vino può essere semplicemente bevuto così com'è, oppure lentamente caraffato per evitarne l'intorbidimento.
La storia dell'etichetta dedicata da Luigi Gregoletto, di Premaor, a Dino Boscarato, è una bella storia di vino, quasi una favola, nella quale un'imprenditoria vinicola piccola, ma sensibile e "di cuore" si incrocia con quella di un ristoratore di culto e non meno sensibile e "di cuore".
Eccola, nel racconto fattone dai figli, bravissimi continuatori dell'arte paterna.


 Verdiso Risveglio


Dino Boscarato, il mai dimenticato fondatore del ristorante così com'è ora, e nostro padre, lo acquistava dagli inizi dal signor Luigi Gregoletto, di Premaor, uomo di saggezza contadina, e ne teneva sempre una bottiglia nel frigo di casa. Il destino ha per ciascuno di noi un percorso assegnato, e quello di Dino prevedeva un incontro con la malattia verso la metà degli anni '90 ("enfisema polmonare cronico "), e l'interruzione dopo dieci anni, il 18 marzo del 2004. Questo, non prima di avere insegnato a molti molte preziose cose, e potendo così virtualmente continuare la sua storia in altre strade, altri percorsi. Negli ultimi tempi sorbire anche un solo goccio di verdiso mescolato ad acqua era segno di conforto, riconoscimento forse di una identità che si stava ricomponendo, recupero di un ricordo infuso nel gusto del vino. Quando noi figli siamo stati chiamati dalla mamma in ospedale, una settimana circa prima che il papà morisse, la bottiglia di Verdiso era fuori della finestra a rinfrescare. Nostro padre era in coma ed i medici, gli infermieri tutti, Marco in cucinaci avevano detto che dovevamo soltanto metterci a pregare, se credevamo in Dio, ed aspettare. Noi ci mettiamo nell'animo, attendiamo. Nella notte due infermiere vengono per sistemare il letto, lo spostano: "Ma il paziente è ancora sveglio! ", ci dicono. Verso mattino sentiamo il respiro di nostro padre farsi lentamente più profondo, percepiamo qualche debole gemito. "Papà, papà, sei sveglio? Mi senti? Vuoi qualcosa? ". La risposta arriva, un fiato appena: "verdiso ". Da quel risveglio nostro padre ci ha regalato ancora preziosi barlumi della luce che aveva intravisto, e nella quale si è immerso qualche tempo dopo, sazio di giorni. Il signor Luigi Gregoletto, conosciuta la storia, ha voluto dedicargli l'etichetta.

Marco e Diego Boscarato



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