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Alimentazione e costume
La pizzeria si nobilita Rossopomodoro
di Gudrun Dalla Via

Andiamo al ristorante o in pizzeria? La scelta, ultimamente, era spesso determinata da una considerazione di prezzo, altre volte era di tipo generazionale: in pizzeria si spende meno; ai giovani piace la pizza, mentre si fatica a trasmettere loro il gusto dei cibi tradizionali.
Ebbene, con ROSSOPOMODORO, le cose tendono a cambiare, e decisamente in meglio.

L’11 luglio a Milano, in uno dei 52 locali Rossopomodoro attualmente in esercizio (ma entro la fine dell’anno saranno probabilmente 60) è stata presentata la filosofia e la strategia del gruppo.
Intanto, si potrebbe parlare di “catena”, ma i dirigenti del gruppo Rossopomodoro non amano questa parola, ed è comprensibile. In effetti, siamo ben lontani dalla omologazione, anzi, siamo proprio agli antipodi! La bandiera del gruppo è la gestione artigianale, piatti preparati al momento, niente cibi o salse pronte, e spazio all’individualità, pur sempre all’interno di un marchio che costituisce una garanzia.

Una delle cose che accomuna le pizzerie-trattorie Rossopomodoro in tutte le regioni italiane ma anche all’estero (Londra, Copenhagen, Reikjavik, e presto anche Buenos Aires e altre metropoli) è l’offerta di tante materie prime “veraci”, autentiche, originali, provenienti dalla patria della pizza, da Napoli e dalla Campania. Alcune di queste sono da tempo dichiarate presidio di Slow Food, quindi un impegno in comune per salvare dei prodotti tipici e pregiati dal rischio di estinzione. Un esempio per tutti: Il gruppo ha stipulato un accordo con una ditta di Gragnano per avere l’esclusiva della loro produzione di pasta. La pasta proveniente da questa località sembra avere delle caratteristiche organolettiche e nutrizionali uniche, per la qualità della materia prima, il eccellente grano duro, e soprattutto per la lavorazione: torchio di bronzo, asciugatura lenta e naturale e in ambiente particolarmente favorevole. Vi sono poi il pomodoro San Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino  DOP, il Pecorino Bagnolese, il Caciocavallo Silano DOP, il Fior di Latte Appenino Meridionale, la Mozzarella di Bufala Campana DOP, Penisola Sorrentina DOP (un olio extravergine di olive), la Colatura di Alici di Cetara che è fedele alla storica ricetta del garum, onnipresente nelle preparazioni gastronomiche dell’antica Roma. Certo, ci vuole arte e sapienza nell’usare questi ingredienti. La colatura di alici, per esempio, dà il massimo se versata su broccoli o pasta, e nelle pizzerie Rossopomodoro se ne fa un uso oculato. Il gruppo investe molto nella formazione di pizzaioli, cuochi, camerieri e gestori qualificati; in una propria Scuola di formazione il personale segue, per 6 mesi, corsi di teoria e pratica e deve superare esami rigorosi.


fusillo di Gragnano
fusillo di Gragnano

Un aspetto interessante: i locali prevedono anche un angolo di vendita per asporto, quindi chi desidera può assaporarne i prodotti tipici a casa.
I prodotti tipici hanno un prezzo superiore, si sa. Ma Rossopomodoro, a quanto pare, ha trovato la quadratura del cerchio: stipulando degli accordi con le ditte produttrici o i consorzi di prodotti tipici è riuscito ad ottenere una fornitura costante (ovviamente secondo la stagionalità) e di altissima qualità, ma ad un prezzo contenuto, alla portata di tutti. In altre parole: prodotti di nicchia o di alta ristorazione, al “prezzo di pizzeria” …
La filosofia di Rossopomodoro è, tra l’altro: “La cucina partenopea, specie quella “della domenica”, da noi si ritrova in ogni piatto. Ragù, friarielli, fritture, babà …

Gli ingredienti sono unicamente quelli tipici campani: la mozzarella di bufala, la ricotta fresca, l’olio extravergine di Sorrento, la pasta” .
Altro ingrediente convincente: la spontanea, cortese accoglienza tipicamente napoletana che caratterizza tutti i locali Rossopomodoro. Lo styling diverso in ogni locale, anche se con connotati tipici che richiamano Napoli ed i suoi meravigliosi intorni, ma sempre un’atmosfera di casa, semplice, un po’ casual, magari un po’ simpaticamente caotica, ma sempre tanto accogliente da volerci tornare: per la bontà dei piatti e per la simpatia dell’ambiente.


la scapezzatura delle acciughe
la scapezzatura delle acciughe

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