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Costumi alimentari in Calabria
Cibo di mare e cibo di terra
di Maria Luisa Provenza
foto di Gianni Nuccio

L'istinto di conservazione ed il bisogno di procurarsi del cibo ha trasformato un tipo di scimmia in un bipede molto evoluto: homo erectus.
Per secoli gli uomini si nutrirono di cibi crudi; carni di animali cacciati e di alimenti vegetali. In un momento non preciso che andava tra la scoperte del fuoco e la comparsa dell'uomo di Neanderthal, si gustò la cottura del cibo, forse tramite caduta accidentale di un pezzetto di carne nel fuoco. Cambiamento molto importante perché rese appetibili e digeribili molti alimenti; non solo, portò ad un miglioramento della salute ed un allungamento della vita.
Quando i ghiacciai incominciarono a ritirarsi verso i poli, il clima divenne più mite e, foto di Gianni Nucciol'uomo che fino all'ora era stato cacciatore divenne coltivatore, pastore e pescatore. Quanto tempo e' passato da allora, quante prelibatezze abbiamo assaporato.
Non voglio parlare del cibo in generale voglio solo ricordare quello che ci insegnano i nutrizionisti cioè che la dieta mediterranea è la più salutare; verdura, pesce, frutta, olio di oliva. Questa ha un ruolo molto importante nelle prevenzioni di molte malattie quali: arteriosclerosi, obesità ed invecchiamento precoce, malattie cardiovascolari. Prendiamo in considerazione il peperoncino; contiene una quantità di vitamine C- A- B- D, favorisce la secrezione dei succhi gastrici e quindi la digestione.
La cucina mediterranea, specie quella di Calabria, è una meraviglia di sapori che si risvegliano ad ogni inizio stagione e forniscono un'alimentazione sana, quella dei contadini e dei pescatori, con una spruzzata di piacere.
Per chi non riesce a digerirla basta questo infuso: una tazza di camomilla calda, un cucchiaino di peperoncino piccante in polvere ed un cucchiaio di miele come dolcificante. E' ottimo anche contro il mal di gola se si unisce un poco di zenzero.
Il mare e la terra di Calabria non sono mai stati avari di sapori, uno dei doni più tipici sono la sardella salata e i pomodori patate ed olive fritti".
Dal mare si ottiene il bianchetto, neonata di alici (la più nobile) o di sarde. Si pesca con lo "scaibbachiello", una tipica rete dotata di un sacco finale con maglie molto strette per impedire l'uscita degli avannotti.
Dopo essere stata lavata ed asciugata viene salata e pepata con pepe rosso, scolata con un peso per 24 ore ed infine conservata nel "terzarulo" tipico contenitore di terra cotta " e coperta con un " timpagno " grossa pietra trovata sulla spiaggia.
Il pepe viene preparato in estate con un procedimento che è un rito.
Si usano i "pipazzi" peperoni non molto grossi e rossi, infilati e messi a seccare all'aria. In seguito viene pestato in un mortaio di pietra e conservato in contenitori di vetro in luogo asciutto.
La terra regala i pomodori le patate e le olive per una frittura speciale.
Ecco il procedimento per la preparazione dei pomodori salati: si raccolgono i pomodori ancora acerbi, si lavano e si affettano per poi essere messi con del sale in un contenitore chiuso.
Il secondo giorno i rimescolano e si mettono in un vassoio di terra cotta facendo degli strati con : pomodori sale finocchio e peperoni a pezzi grossi, tappare con un peso e lasciare a curare per 4 mesi.
Dopo i 4 mesi si possono usare i pomodori per la frittura.
Basta prendere una dose di pomodori lavarli e friggerli con olio di oliva. A metà cottura togliere i pomodori e nel loro olio di cottura mettere le patate tagliate sottili a metà cottura rimettere i pomodori e le olive piccole nere, finire di cucinare e... ...buon appetito!

foto di Gianni Nuccio

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