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Editoriale
Sinfonia del Gusto
A Barcellona un intero anno di eventi dedicati alla cucina e alla sua cultura
di Giancarlo Roversi

Attorno all’alimentazione e ai prodotti tipici si intrecciano oggi un po’ dappertutto tantissime iniziative, spesso stereotipate, banali e comunque a rischio di overdose: una specie di assalto alla diligenza del gusto condotto attraverso rubriche giornalistiche e trasmissioni televisive imperniate su inflazionati gastronomi, su sedicenti esperti di alimentazione (ma non di storia alimentare!), su cuochi più o meno blasonati, e, soprattutto, attraverso sagre, fiere, fierine, fierette che spuntano come i funghi con un copione sempre più logoro e ripetitivo, una sorta di continuo dejà vu. Raramente ci si imbatte invece in una proposta così variegata e ben orchestrata come il grande evento ludico-culturale che Barcellona mette in scena per un intero anno, fino al marzo 2006, per rendere omaggio alla gastronomia in tutti i suoi aspetti. E’ una vera apoteosi, trionfo, glorificazione della cucina: l’enfasi è di rigore per definire la grande manifestazione promossa dalla patria di Gaudi.
Quindi non solo destinata a esaltare la tradizione culinaria della capitale della Catalogna e del suo territorio, ma anche la cultura e le culture del cibo attraverso un programma talmente ricco e articolato da lasciare esterrefatti.
Una proposta che coinvolge un gran numero di protagonisti: chi fa cucina e chi la insegna o la promuove, chi ne conosce la storia e chi le relazioni con la fisiologia, chi produce, trasforma e vende le materie prime mangerecce e chi studia i rapporti del cibo con la letteratura, il cinema, il teatro, lo sport e tanti altri settori.
Quella che offre Barcellona è un’ opportunità unica non solo per conoscere e degustare la squisita gastronomia catalana, ma anche per fare una full immersion nel mondo del cibo in tutte le sue sfaccettature. Del resto Barcellona ha tutte le carte in regola per promuovere un evento così eccezionale perchè da tempo ha consolidato la sua fama culinaria grazie all’ottimo rapporto qualità-prezzo ed è stata la prima metropoli non francese ad essere premiata come “Città Gourmande”. Un riconoscimento che la pone all’avanguardia a livello internazionale, come attestano le nove stelle Michelin attribuite complessivamente ai suoi ristoranti.
Barcellona è la somma e la sintesi della plurisecolare esperienza culinaria catalana, una delle più felici espressioni dell’alimentazione mediterranea, supportata da vini di grande prestigio, tra cui il famoso spumante Cava. La sua vocazione gastronomica si riflette in un’incredibile dovizia di ristoranti che, unendo tradizione e innovazione, sono in grado di soddisfare tutti i gusti e tutte le tasche.
D’altronde la gastronomia è uno dei volani economici della città che, attualmente, dispone di oltre 10 mila strutture ristorative, cui vanno aggiunti i mercati e i negozi alimentari specializzati. Tutto questo grazie al culto dell’art de vivre dei suoi abitanti e al loro spirito conviviale: a Barcellona il tempo dedicato al cibo è sacro, sia per quanto riguarda la sfera personale che quella sociale.
La Catalogna vanta anche alcuni dei migliori cuochi creativi del mondo come, solo per citarne alcuni tra i più famosi, Ferrán Adriá, il profeta della cucina destrutturata, Santi Santamaría, Fermí Puig, Can Jubani e Joerg Lehmann-Paris, portatore in cucina del nuovo verbo del “costruzionismo”, basato sulla riscoperta dei singoli sapori nella loro identità seppure in sapiente amalgama fra loro.
La qualità dei prodotti tipici agro-alimentari e della pesca, la sapidità, la varietà e la digeribilità del suo repertorio cibario fanno oggi di Barcellona la punta di diamante della cucina mediterranea.
Per l’Anno della cucina, gastronomia e alimentazione la capitale catalana ha messo in campo tutte le sue forze migliori e inserito in calendario oltre 150 grandi eventi, senza contare quelli minori. L’intera città si è mobilitata: gli operatori turistici, gli albergatori, i ristoratori, le associazioni di categoria, i club e le confraternite culinarie, ma anche l’Università, i musei, le biblioteche, i teatri, la Fiera e l’intero mondo della cultura, del commercio e delle istituzioni.
La cucina viene fotografata in tutte le sue interrelazioni e implicazioni: dalla storia all’arte, alla filosofia, alla letteratura, dal teatro al cinema, all’antropologia culturale all’evoluzione del gusto, dalla produzione agroalimentare, alla medicina, alla salute, allo sport. Sia a tavola che attraverso convegni, dibattiti, spettacoli, proiezioni di film, festival musicali con l’esibizione sul palco di cuochi cantanti e suonatori, pubblicazioni di volumi, mostre di testi culinari antichi, gare fra cuochi, degustazioni pubbliche, pranzi rievocativi, feste popolari imperniate su prodotti e piatti tipici e tanti altri appuntamenti. E anche nelle vie e nei negozi della città, lungo appositi percorsi gastronomici, e nei suoi mercati (tra cui quello ineguagliabile della Boqueria sulla Rambla) dove è possibile prendere lezioni di cucina e fare assaggi.
A fare la parte del leone sono un po’ tutti i ristoranti della città e del territorio, che hanno ampliato le loro proposte e realizzato il “Menu Barcellona” che comprende i piatti forti, quelli più rappresentativi di ognuno, a prezzi diversificati tra locale e locale. Protagonista ovviamente è la cucina catalana, sia classica che creativa e d’avanguardia, dove Barcellona oggi primeggia, ma anche quella mediterranea e quella di altri paesi invitati alla grande festa.
In una città famosa per la sua cioccolata e le sue pasticcerie (è una di quelle che ne possiede di più al mondo in rapporto al numero di abitanti) non poteva mancare un grande Salone della cioccolata e del cacao per promuoverne la cultura e i valori attraverso l’opera dei maestri pasticcieri che ancora operano all’ombra del Montjuic.
Queste e varie altre iniziative innescano una incredibile kermesse gastronomica e culturale, una festa, non solo a tavola, lunga un anno, una grande “orgia” nel nome dei valori oggettivi e simbolici dell’intero universo culinario catalano e mediterraneo con proiezioni europee e mondiali.


E la notte di San Juan (21 giugno), oltre un migliaio di bottiglie di cava (spumante) catalano saranno stappate contemporaneamente a Montjuïc per inneggiare ai valori di amicizia e tolleranza che sono insiti nell’arte della tavola.

Corsi di cucina, simposi e...

Altri corsi culinari sono promossi da istituti professionali e da scuole private come quella di Bego Sanchis, al n. 58 della Rambla (tel.0034 933 021320; www.cookandtaste.net) dove anche i turisti possono cimentarsi nella preparazione di piatti tradizionali. Al ristorante Aire de Mar, annesso al Grand Hotel Marina, in splendida posizione sul Porto Vecchio con vista mozzafiato su Barcellona dal mare (tel.: 0034 936039000; www.grandmarinahotel.com), è prevista una cospicua serie di “Giornate gastronomiche” che mettono a confronto un agguerrito stuolo di chef di diverse scuole e tendenze. In programma anche diversi simposi di medicina legata alla nutrizione, di dietologia e di alimentazione, tra cui il terzo Congresso Mondiale della Pasta (8-10 giugno; info: www.pastaworldcongress.com). Degna di una visita Vic, una vivace cittadina a levante di Barcellona, con interessanti monumenti, preziose pitture, un tempio romano e una bella piazza con un pittoresco mercato delle erbe. E’ famosa per il suo”Foro gatronomico”, punto d’incontro dei più autorevoli gastronomi, e per suoi salumi. Tra essi la deliziosa butifarra, una specie di mortadella più piccola, o meglio un salme di Lione, ma anche i chicharrones e altri squisiti insaccati come la sumaia, i salsiccioni, i bulls e le bisbes, prodotti secondo i canoni della tradizione dai norcini di Salgot (www.salgot.com).



GUIDA AI RISTORANTI

In occasione dell’anno della cucina a Barcellona è stata pubblicata la “Guida turistica dei ristoranti, dei mercati e dei negozi e mercati alimentari”, uno strumento che permette di conoscere la gastronomia e le proposte culinarie più interessanti per il turista.
La guida raccoglie una selezione dei principali punti gastronomici di Barcellona, scelti dall’Accademia Catalana della Gastronomia.
Tra i ristoranti da segnalare:
- Casa Leopoldo (San Rafel 24, tel. 0034 934413014), il locale preferito dallo scrittore Manuel Vázquez Montalbán, dove si può gustare una deliziosa sfilza di succulente specialità tipiche a base di pesce fresco e carne (ottime le polpette di vitello in umido di seppie) sotto la guida premurosa di Rosa Gil.

- Torre d’Alta Mar (Joan de Borbò 88, tel 0034 93 2210007), in cima a un’esile torre moderna alta 75 m. con un’incantevole vista panoramica dall’alto di Barcellona, per chi ama la cucina mediterranea sfiziosa e creativa.

- Can Jubany (a sant Hilari di Calldetenes, tel.: 0034 93 8891023), si trova a una sessantina di km da Barcellona, ma vale il viaggio per la sua amena posizione in una bella villa fra le colline e per assaporare una delle cucine creative più estrose e garbate della Catalogna, fatta di tanti piatti suadenti, preparati da Nando Jubany e accompagnata da pani differenti fatti in casa e da splendidi vini che hanno valso al locale una stella Michelin.

- L’Esguard (a una trentina di km. da Barcellona a St.Andreu de Llavaneres nel Maresme, tel.; 0034 93 7927767) collocato in un’antica casa, è il regno di Joerg Lehmann-Paris, un medico chirurgo con la passione per la cucina, uno dei più autorevoli chef della nuova cucina d’avanguardia, premiato con una stella Michelin, creatore del “construccionismo”, teso a isolare i sapori in un armonico contesto.



INFO:

Per il calendario completo delle manifestazioni:
gastronomia@barcelonaturisme.com
www.barcelonaturisme.com

Per informazioni:
Ufficio spagnolo del Turismo
Roma: tel. 06. 6783106
Milano: 02 72004617
www.turismospagnolo.it
www.spain.info

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