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Risotto di go e bruscandoli
preparazione

Avere a disposizione un brodo di qualche tipo è uno dei fondamenti di ogni cucina di casa. Ed ovviamente ogni casa nella sua piccola economia può contare sulla disponibilità di alcuni prodotti, mentre su altri non può fare affidamento.
Ad esempio, la massaia di una famiglia di Sant'Erasmo, o di una delle altre isole della laguna di Venezia, riuscirà per il suo brodo a trovare più facilmente una cassetta di "go", piuttosto che una gallina ruspante o un grosso osso di manzo. E potrà anche dirsi anche fortunata, perché il suo brodo sarà decisamente di qualità superiore: giustamente grasso, delicato, ricco di sapore.

Il "go" è una specie di "gobide", famiglia di pesci ossei che abita il fondo fangoso dei fiumi o dei litorali marini; tipico della laguna di Venezia, nelle sue acque salmastre trova l'ambiente ideale per vivere e riprodursi. Lo si pesca tutto il periodo dell'anno, ma ad inizio di primavera esce dalle tane in cui si è rifugiato d'inverno e si lascia più facilmente catturare.
La tradizione veneziana lo vuole abbinato in questo periodo ai "bruscandoli", gli asparagi selvatici che crescono lungo gli argini umidi dei fossi.

Noi lo prepariamo in risotto.
Qui di seguito la ricetta, per quattro persone: prendete un buon riso della qualità "vialone nano" o "carnaroli" (320 gr. circa). Tostatelo in una pentola con dell'olio extravergine di oliva, con un trito di cipolla ed aglio (se preferite un risotto più leggero fate precedentemente macerare gli aromi nell'olio e usate solo quello).
A parte dovreste avere preparato il "brodo" bollendo per un'ora i vostri go (mezzo kg. circa) in acqua salata, aggiunta di carote, sedano, cipolla, e filtrando il tutto.
I bruscandoli (circa 200 grammi) dovrebbero già essere stati puliti, tolte le erbe e le parti legnose, e tagliati in piccoli pezzettini.
Procedete alla cottura del vostro risotto con fuoco medio aggiungendo al riso tostato il brodo di go; mescolate di continuo, e continuate ad versare mano a mano che si assorbe, sempre fino a copertura del riso. Verso metà cottura aggiungete i bruscandoli e, se vi piace, anche qualche pezzetto di polpa ricavata da pesci tenuti da parte e non fatti bollire.
La cottura dura circa 20 minuti (a seconda della qualità del riso).
Quando vedete che il riso appare lucido e cremoso, ed i chicchi all'assaggio risultano saldi ma non più granulosi, la pentola va tolta dal fuoco per la "mantecatura": ci si appoggia su un piano fermo, si aggiunge olio o, a piacere, burro, e si amalgama il tutto sbattendo velocemente ed vigorosamente con un cucchiaio da cucina.
E' questo uno dei tanti esempi di una cucina veneziana cosiddetta "povera", ma che in realtà si rivela di una ricchezza che davvero non è seconda a nessuno.
In finale un tocco di raffinatezza potrà consistere nel decorare il piatto di riso con dei filettino di go fritti da disporre sopra al risotto.

note 
Fonte: ristorante l’Amelia a Mestre  
 
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